E’ uscito “Margherite per il Marchese”

22 04 2011

Un libro per bambini su Carlo Alberto Pizzardi, scritto da Giulia Zucchini ed illustrato da Giulia Sagramola.

L’autrice è conosciuta da molti bambini bentivogliesi per aver tenuto diversi laboratori didattici in biblioteca, e da tanti adulti come attrice della compagnia teatrale “Il Temporale”.

Assieme a Valentina Evita Picelli ha fondato “scintille e piroette”. (http://www.scintilleepiroette.it/)

Pizzardi il benefattore. Quel Marchese che volle due ospedali per la città.

Dal quotidiano “la Repubblica” del 18 Luglio 2010 - pag. 15 sezione: BOLOGNA di CHIARA PILATI.

<<Bologna ha avuto un benefattore che non molti ricordano, al quale si devono restauri illustri e due dei maggiori ospedali cittadini. I bolognesi, soprattutto i bambini, dovrebbero conoscere la storia della loro città che passa anche attraverso la generosità del Marchese Carlo Alberto Pizzardi>>. Parola di Giulia Zucchini, storica dell’arte nata e cresciuta sotto le due torri, classe ‘79, che ha appena terminato di scrivere un libro su questo nobile di stirpe e di animo, per i lettori dai 10 ai 15 anni, in libreria dopo l’estate per Giannino Stoppani Editore.

<<Io stessa - racconta l’autrice - ne ho scoperto la storia solo quando Grazia Gotti, direttrice della casa editrice, mi ha incaricata di preparare il volume, è stato un uomo schivo e discreto ma non per questo meno degno di essere ricordato>>.

Carlo Alberto Pizzardi fu figlio di Luigi Pizzardi, il primo sindaco che Bologna ha avuto dopo l’unità d’Italia. Con il denaro che ha lasciato alla città alla sua morte (1922) sono nati gli ospedali Maggiore e Bellaria che portano proprio il suo nome. In vita ha fatto restaurare il Castello di Bentivoglio da Alfonso Rubbiani ed il Palazzo Rosso, ed ha fatto bonificare gran parte del territorio paludoso della provincia.

<<Scrivere libri per bambini - spiega Zucchini - non è cosa facile, si deve coniugare l’uso di un linguaggio semplice con la bella lingua, e rendere accattivante la storia che si racconta. Per farlo ho creato tre livelli narrativi che si sovrappongono. C’è un narratore esterno che racconta la storia ai tempi del Pizzardi, un ipotetico diario che redige il marchese, e due ragazzini che devono fare una ricerca su di lui e girano la città alla scoperta di indizi. Le parti di dialogo fra i due ragazzini sono poi state trasformate in fumetto dalla giovane disegnatrice Giulia Sagramola>>.

Ecco allora che Diego e Margherita si trovano a gironzolare per le vie del centro di Bologna: passano in Via Farini davanti a Palazzo Lignani Pizzardi, oggi sede del Tribunale, prima degli uffici delle Ferrovie e, prima ancora, casa del nostro Carlo Alberto. Visitano Palazzo Ratta in Via Castiglione, residenza del marchese  fino alla sua morte e poi, per sua volontà, sede degli uffici amministrativi degli ospedali e si fermano, al suo interno, davanti al grande affresco con la veduta della valle di Bentivoglio e del Palazzo Rosso, vero grande amore di Pizzardi.

<<Non è stato facile reperire materiale - racconta l’autrice - non ci sono lettere, diari o documenti che non siano legati all’attività imprenditoriale, non abbiamo quasi nessuna fotografia>>. Anzi, c’è un nuovo mistero, sorto durante le ricerche per il libro, che riguarda la salma del marchese: nessuno sa esattamente dove si trovi perché al Bellaria c’è la sua tomba, ma una legge napoleonica che vieta si seppellire i morti fuori dai cimiteri lo vorrebbe in Certosa, dove però non c’è una lapide che lo ricorda.



“Il moretto della pianura”

22 04 2011

“Vieni avanti che non ci son dei sassi” è un libro in memoria della regista Monica Mioli, scomparsa prematuramente nel 2000, ed è stato pubblicato da Pendragon nel 2006.

Al suo interno, tra altri copioni, è stato pubblicato anche “Il Moretto della pianura” andato in scena al Castello di Bentivoglio il 25 Aprile 1995.

Tra i personaggi: Il Moretto (Zeno Cazzola), Lidia (Lidia Testoni) e Pierina (Pierina  Bergamaschi).

<< Era il 1995, l’assessore del Comune di Bentivoglio ci chiese di fare uno spettacolo sulla Resistenza, per il cinquantesimo della Liberazione. Non esisteva alcun testo, l’assessore ci dava carta bianca. Io ne parlai  con i ragazzi del gruppo e con Monica. L’idea piacque moltissimo a tutti.

Monica si offrì per scrivere il testo. Definito il posto, il Castello di Bentivoglio, definito il giorno, il 25 Aprile, siamo partiti per cercare del materiale [...] uomini e donne di Bentivoglio che avevano fatto la resistenza. Ci incontavamo la domenica mattina presto perché poi le signore andavano a fare le tagliatelle. [...]

Il Moretto è il nome di battaglia di un signore che si chiamava Zeno. Avrà avuto più di ottant’anni… Ci era piaciuto molto, era una persona estremamente dolce, disponibile a raccontarsi. Così è diventato “il Moretto della pianura”>>

 

Tratto da “La moto del Moretto” di Barbara Baldini.






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